Impianto di depurazione

Via Carloforte snc - Porto Industriale 

09096 Santa Giusta (Or) (Sardegna, Italia)

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Nel corpo Centrale dell’ agglomerato industriale oristanese, in un lotto di oltre 4 ettari, si trova l’Impianto di depurazione per il trattamento delle acque reflue civili e industriali: il più grande della provincia di Oristano.L’infrastruttura è stata realizzata dall’Ente consortile negli anni ’80 e nasce in un primo momento per servire solo gli insediamenti produttivi dell’area industriale e il capoluogo oristanese.

Per consentire la captazione dei reflui provenienti anche da altre comunità territoriali, tra la fine degli anni ’90 e gli inizi del 2000, è stato realizzato l’ampliamento dell’impianto di depurazione ed una rete di collettori fognari con numerosi impianti di sollevamento.Grazie a questo intervento nel depuratore del Consorzio Industriale Provinciale di Oristano vengono convogliati attualmente i reflui dei comuni di Oristano, Cabras, Santa Giusta, Palmas Arborea, Solanas, Riola Sardo, Nurachi, Baratili San Pietro, Zeddiani, Simaxis, Solarussa, Siamaggiore, Pardu Nou, Ollastra e Zerfaliu, oltre a quelli provenienti dall'agglomerato industriale.

L’Ente consortile è titolare dell’impianto e segue anche la sua gestione con propri dipendenti. Nell’impianto sono impiegati sette addetti: un responsabile dell’impianto, un responsabile  della manutenzione e 7 operai.

Come funziona l'impianto

Le acque reflue arrivano all’impianto attraverso tre condotte fognarie in pressione provenienti dal corpo Nord dell’Agglomerato dai Comuni attualmente serviti (Oristano, Cabras, Santa Giusta, Palmas Arborea); una ulteriore condotta a scorrimento raccoglie invece le acque reflue provenienti dal corpo Centrale.

L’impianto è strutturato su 2 linee adibite alla depurazione delle acque nere e delle acque miste che includono tutti i processi fisico-biologici di trattamento.

I reflui che arrivano al Depuratore, dopo il sollevamento iniziale e la misura della portata in ingresso, vengono sottoposti a dei pretrattamenti (trattamenti fisici) che servono per operare una prima eliminazione dei materiali grossolani presenti e dei solidi sedimentabili. In particolare sono presenti i trattamenti di grigliatura, che consentono la rimozione di eventuali corpi grossolani dall’acqua, di disabbiatura/disoleatura, che consentono l’eliminazione delle sabbie e degli eventuali oli presenti e la sedimentazione primaria, che consente di eliminare i materiali più fini e i fanghi ricircolati.

Successivamente le acque reflue sono sottoposte ai trattamenti (chimico-biologici) che consentono l’eliminazione delle sostanze inquinanti ancora presenti dopo i pretrattamenti. Il cuore dell’impianto è rappresentato dalla sezione di ossidazione biologica a fanghi attivi e di sedimentazione finale (o secondaria). In queste sezioni, grazie anche ad un efficiente ricircolo, avviene l’abbattimento della maggior parte delle sostanze carboniose (quindi che contengono carbonio) e di quelle azotate (contenenti azoto).

Infine, prima dello scarico finale, il refluo passa attraverso la sezione di clorazione. Altrettanto importante è la linea fanghi in cui avviene il trattamento dei fanghi biologici prodotti dal processo depurativo. I fanghi biologici estratti dalle vasche di sedimentazione vengono inviati all’ispessimento, stabilizzati chimicamente e quindi sottoposti a disidratazione meccanica mediante nastro pressa.

Le caratteristiche dei fanghi prodotti dall’impianto sono idonee per il riutilizzo in agricoltura.

 

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