Area Industriale di Oristano: il Consorzio evidenzia criticità nel progetto di metanizzazione della Sardegna

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Data :

06 Novembre 2025

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Nei giorni scorsi è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM per la Metanizzazione della Sardegna, firmato lo scorso 10 settembre 2025, che individua nel Porto di Oristano il sito di posizionamento della FSRU (Floating Storage and Regasification Unit) destinata allo stoccaggio e alla rigassificazione del metano liquido (GNL) ed il punto di partenza della dorsale sud.

In relazione alle scelte operate nel DPCM il Consorzio Industriale Provinciale Oristanese (CIPOR), pur riconoscendo l’utilità del provvedimento che andrà ad equiparare i costi del metano in Sardegna con quelli del resto del Paese, continua ad esprimere forte preoccupazione per i contenuti del progetto esistente che riguardano la propria Area Industriale.

Infatti, nonostante le ripetute segnalazioni e le dettagliate osservazioni tecniche trasmesse a SNAM e agli enti competenti sin da gennaio del 2018, il CIPOR non ha ancora ricevuto alcuna risposta ufficiale né è stato invitato ad un confronto diretto con i soggetti responsabili dell’attuale progetto.

Il Consorzio ricorda che la realizzazione della dorsale del metano, così come prevista dal Progetto SNAM - ENURA, comporta gravi interferenze con infrastrutture esistenti e programmate, andando a limitare pesantemente le potenzialità di espansione del sistema portuale-industriale.

Queste scelte progettuali, oltre a non soddisfare le prescrizioni già formulate dalla Regione Sardegna nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale, impedirebbero l’utilizzo di spazi destinati a nuovi insediamenti produttivi.

Il mancato coinvolgimento del CIPOR per risolvere le evidenti criticità progettuali segnalate ai proponenti da oltre 7 anni genera profonda preoccupazione per le ricadute che le attuali scelte potrebbero avere sul futuro dello sviluppo economico e infrastrutturale dell’area industriale e del porto di Oristano. Peraltro il lungo periodo di pausa intercorso dal precedente DPCM del marzo 2022 avrebbe tranquillamente consentito di percorrere l’alternativa progettuale proposta sin dall’inizio dal Consorzio, idonea a evitare le interferenze segnalate.

Altro elemento di criticità segnalato dal Consorzio riguarda la collocazione della FSRU in porto, sul quale permangono le preoccupazioni per i possibili impatti sulla salute e sull’ambiente circostante e che, come dimostrano i casi di altri porti italiani ed europei, può introdurre restrizioni significative alla navigazione e alle attività portuali, soprattutto durante le fasi di carico e rifornimento della nave rigassificatrice, con conseguenti danni economici per gli operatori e rischi per la sicurezza e la continuità dei traffici. Volendo evitare indesiderate invasioni di campo è doveroso segnalare che su questi aspetti la competenza diretta è in capo all’Autorità di Sistema Portuale e alla Capitaneria di Porto; tuttavia le criticità segnalate si riflettono immediatamente anche sul Consorzio, Ente gestore dell’Area Industriale all’interno della quale si affaccia il Porto, che su queste problematiche non ha avuto alcuna rassicurazione né informazioni.

“Non possiamo accettare che decisioni di tale impatto sul futuro del territorio vengano assunte senza un reale confronto con chi conosce e gestisce l’area industriale - dichiara il Presidente del CIPOR, Gianluigi Carta. Il progetto di metanizzazione deve rappresentare un’opportunità per la Sardegna e non trasformarsi in un ulteriore vincolo per l’area oristanese. Oggi, invece, assistiamo a un processo decisionale centralizzato in capo agli attuatori del progetto che ignora le osservazioni tecniche e istituzionali del Consorzio, prefigurando un intervento che rischia di compromettere anni di programmazione e di impegno per lo sviluppo del polo energetico e industriale oristanese.”

Il Consorzio Industriale Provinciale Oristanese si appella alla Regione affinché venga aperto con urgenza un tavolo tecnico di confronto con i Ministeri competenti, la stessa Regione e gli enti proponenti, al fine di correggere gli evidenti errori progettuali e individuare soluzioni condivise che garantiscano la sicurezza, la sostenibilità e la coerenza dello sviluppo dell’area industriale e delle infrastrutture interne ad essa con le politiche energetiche regionali e nazionali.

Ultimo aggiornamento: 06/11/2025, 14:33

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