Consorzio Industriale Provinciale Oristanese

mappa del sito
spacer

Il contenuto di questa pagina richiede una nuova versione di Adobe Flash Player.

Scarica Adobe Flash Player

  News - Consorzio

Uno speciale dedicato al raccordo ferroviario consortile e all’appello del Cipor perché “si favorisca il suo impiego”
15 dic 14 18:36
Scritto da Ufficio Comunicazione


RACCORDO FERROVIARIO CONSORTILE, INFRASTRUTTURA PRONTA ALL’USO MA INUTILIZZATA. IL CIPOR ALLE ISTITUZIONI: «RILANCIARE IL TRASPORTO SU ROTAIA»
L’appello è del manager del Consorzio Industriale, Marcello Siddu, che racconta davanti all’obiettivo del web magazine Articolo21 le difficoltà legate al funzionamento di un’opera pubblica che resta inattiva a causa delle mutate politiche di gestione del trasporto delle merci nell’Isola

L’ultimo collaudo per il via libera al passaggio dei treni nell’area industriale risale all’anno scorso. Ma nessun convoglio hai mai transitato nell’agglomerato perché nel frattempo il servizio di trasporto ferroviario delle merci nell’Isola è stato dismesso, annullando anche le opportunità di utilizzo dell’infrastruttura realizzata dal Consorzio Industriale Provinciale Oristanese (Cipor).

Così, i binari che corrono sino alle banchine del Porto industriale del capoluogo, unico in Sardegna ad essere dotato di strada ferrata utilizzabile per operazioni di imbarco e sbarco, restano inutilizzati.

La denuncia dell’inattività dell’infrastruttura è del Consorzio Industriale che ha realizzato l’opera per lotti, in tandem con il Compartimento di Cagliari di Ferrovie dello Stato.

Nello speciale OpenSardegna realizzato dal web magazine Articolo21, il direttore del Cipor, Marcello Siddu, rivolge un appello alle Istituzioni e in particolar modo alla Regione, affinché si rilanci il trasporto su ferrovia.

Per vedere il servizio: http://www.articolo21mag.it/oristano-ferrovie-pronte-inutilizzate/. Anche su YouTube, Twitter e Facebook.

L’infrastruttura consortile. Il raccordo ferroviario consortile è stato progettato per collegare la stazione ferroviaria di Oristano allo scalo portuale, passando nei due corpi (nord e centrale) dell’agglomerato; la strada ferrata che attraversa il nucleo industriale si estende per 8 chilometri.

«Si tratta di un’opera progettata nei primi anni ’70 per soddisfare le necessità dell’epoca che però oggi sono cambiate», spiegano i tecnici del Cipor. «Sarebbe necessario – vanno avanti – che la Regione rilanci l’interscambio di merci nell’Isola e tra l’Isola e il Continente, adeguando la rete ferroviaria con interventi infrastrutturali e di manutenzione e abbattendo i costi con l’applicazione di sgravi su alcune categorie di prodotti merceologici, per mantenere conveniente l’offerta del trasporto su rotaia rispetto alle altre modalità di viaggio delle merci».

Lo stop del trasporto merci su rotaie. Nel 2009 il Gruppo Ferrovie dello Stato ha deciso di interrompere il servizio di trasporto merci dalla Sardegna alla Penisola, sospendendo il collegamento (ferro-marittimo con navi traghetto) tra i porti di Golfo Aranci e Civitavecchia. Ciò ha disatteso gli obiettivi del Piano Regionale delle Merci, volto a favorire il trasporto via ferrovia nell’Isola, e ha annullato le opportunità di sviluppo e fruibilità delle reti di raccordo (quindi anche quella consortile oristanese) soppiantate definitivamente dal trasporto su gomma.

Ecco perché gli imprenditori che operano nell’area portuale oristanese non hanno neanche la possibilità di manifestare l’esigenza di poter utilizzare la ferrovia per il trasporto delle proprie merci. «Per riattivare il trasporto ferroviario sardo bisogna creare i presupposti per garantire alle imprese la convenienza di far viaggiare i prodotti su rotaia», spiega Marcello Siddu, direttore del Consorzio Industriale. «Noi lanciamo il nostro appello alla Regione e a Ferrovie dello Stato perché non si dimentichino che il raccordo nell’area industriale è pronto all’uso», sottolinea Siddu che aggiunge: «Per realizzare quest’opera dal 1973 al 2013 sono stati investiti circa 7 milioni e mezzo di euro ed è quindi doveroso che si studino strategie consone per creare collegamenti funzionali all’utilizzo del trasporto ferroviario e tariffe concorrenziali e competitive per favorire il suo impiego».

CARATTERISTICHE TECNICHE DEL RACCORDO CONSORTILE. Il primo tratto di raccordo è stato completato all’inizio degli anni ’80. È lungo circa 4.500 metri e collega la stazione ferroviaria del capoluogo oristanese con il corpo Nord dell’agglomerato industriale, dotato di un importante parco binari che consente la movimentazione delle merci in transito. Nel 2003 l’intero tratto è stato sottoposto ad un radicale intervento di manutenzione straordinaria che lo ha riportato alla piena funzionalità, come certificato anche dai collaudi effettuati da Ferrovie dello Stato.

Il tratto terminale del raccordo (situato tra il corpo centrale dell’agglomerato industriale e il piazzale destinato al traffico comune del Porto), è stato realizzato alla fine degli anni ’80 e si sviluppa per circa 700 metri lungo le banchine. È dotato di un importante parco binari per la movimentazione delle merci in transito all’interno del piazzale portuale. Anche questo tratto nel 2003 è stato sottoposto ad un intervento di manutenzione straordinaria per ricondurlo alla piena funzionalità. Il tutto certificato dai collaudi effettuati da Ferrovie dello Stato.

Il tratto intermedio del raccordo, che si estende per circa 3.000 metri, collega gli altri due tratti superando il canale San Giovanni e i due canali di Pesaria con tre ponti in acciaio. I lavori, finanziati dalla Regione risultano oggi interamente completati.

Sia su questo tratto che su quelli realizzati in precedenza sono già state effettuate tutte le prove di funzionalità e collaudo per l’armamento ferroviario (binario), per i tre ponti in acciaio e per gli impianti di segnalamento ferroviario costituiti da n. 6 Passaggi a Livello semaforizzati senza barriere.

Nella realizzazione delle opere e nell’esecuzione delle verifiche di funzionalità sono state seguite le normative ferroviarie italiane ed i controlli sono stati eseguiti direttamente dal personale delle Ferrovie dello Stato. Durante le verifiche sono state assegnate numerose prescrizioni, che hanno comportato anche modifiche ed integrazioni delle opere, ma che essendo state rigorosamente osservate hanno consentito di ottenere un risultato di positiva conformità.

Anche l’interno del Porto Industriale è stato attrezzato alla fine degli anni ’80 con un parco binari dotato di pesa ferroviaria e di una serie di binari che corrono lungo le banchine. Queste infrastrutture sono state trasferite al demanio marittimo nel 2001.




Letta 1631 volte


Notizia precedente
Ancora qualche giorno di tempo per le imprese interessate al “bonus assunzionale”


Notizia successiva
Natale 2014, buone feste a tutte le imprese dell'agglomerato industriale